2 Settembre 2025

" In dieci anni lungo le rotte migratorie sono morte oltre 28 mila persone, di cui almeno 3500 bambini. 3500 Alan Kurdi. Altre migliaia sono stati concepiti in tendopoli, sono nati in campi profughi, sono cresciuti in fuga, dal proprio Paese e da ogni frontiera. "
2 settembre 2025. Germania. “Khalto Anna, domani ci venite a prendere così vi mostriamo la scuola?”O. e S. non appena ci vedono, corrono veloci giù per le scale, sistemano libri e astuccio, si caricano lo zaino sulle spalle e ci abbracciano. Yallah, 3al-beit. Forza, andiamo, a casa. “Ma prima ti possiamo mostrare la città?”. Da poche settimane O., 7 anni, ha iniziato la 1a elementare, è la sua prima volta a scuola. È stato concepito in Grecia, mentre i genitori vivevano nel campo di Moria. C. due anni più grande, l’abbiamo vista in fasce nello stesso campo, ma é nata a Gaziantep, nel sud della Turchia ed è arrivata a Lesbo tra le braccia della madre, di notte in un gommone
2 settembre 2015. 10 anni fa. Che cosa rimane di Alan Kurdi, di quel bimbo curdo siriano di 3 anni, di quel corpo inerme fotografato riverso sulla sabbia e diventato il simbolo del fallimento delle politiche europee? Morto assieme alla mamma e al fratello di 5 anni nel tentativo di raggiungere la Grecia e trasportato dalle onde fino alle coste turche, Alan sembrava aver scosso le coscienze europee. Ma si è trattato di un sogno che è presto tramontato. In pochi mesi i confini sono tornati ad essere sigillati, sono stati siglati nuovi accordi, srotolati chilometri di filo spinato, costruiti centri e campi di confinamento, detenzione e deportazione. Mentre il padre di Alan, solo e disperato, si trasferiva in Iraq. Oggi dopo 10 anni, padri come lui, al tempo innalzato ad emblema verso cui riversare solidarietà e lacrime, sono stati accusati e condannati per aver messo in pericolo la vita dei figli. Le vittime, diventano carnefici mentre i fautori delle politiche omicide si autoassolvono.
In dieci anni lungo le rotte migratorie sono morte oltre 28 mila persone, di cui almeno 3500 bambini. 3500 Alan Kurdi. Altre migliaia sono stati concepiti in tendopoli, sono nati in campi profughi, sono cresciuti in fuga, dal proprio Paese e da ogni frontiera, come O. e C. figlie e figlie della rotta balcanica, non siriani, non turchi, non greci, che nessuno vuol vedere, che nessuno osa nominare. Come se vivi o morti non importasse. Ma sono qui, a ricordarci che il 2 settembre non è un giorno qualunque e la vita di tante persone, anche la nostra, quel giorno è cambiata per sempre.
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